Informazioni da Medjugorje

Aiutiamo la nostra Madre e Regina della Pace a realizzare i suoi progetti nelle nostre vite e nel mondo! Questo blog nasce per annunciare il messaggio che la Regina della Pace dal 1981 sta donando a Medjugorje. Verranno pubblicate ogni giorno notizie sulle catechesi, commenti ai messaggi, informazioni sui pellegrinaggi, incontri di preghiera, interviste ai veggenti, news e varie iniziative. I testi presenti possono essere divulgati a condizione di citare "Informazioni da Medjugorje".

30.11.05

Comunità cenacolo Envie (CN) sab 3 dic



Sabato prossimo 3 dicembre ci sarà la consueta Adorazione Eucaristica ad Envie (provincia di Cuneo), presso la Comunità Cenacolo di Suor Elvira. E' un momento di ricarica. Per chi abita vicino potervi partecipare è una grazia! L'invito è rivolto in particolar modo ai giovani (in età...in spirtito lo siamo tutti! No?) Può darsi che essendo in Avvento vi sia anche la sorpresa di avere Suor Elvira con noi, che come al solito, è uno spettacolo anche solo vederla!

Tanta gioia, musica, preghiera, tutti i primi sabati dalle 21 alle 24
presso la Fraternità "Speranza" via provinciale Barge 19 - Envie (CN)


Incontro di Natale 18 dicembre ore 9.30per genitori, parenti ed amici della Comunità presso il Palazzetto dello Sport di Cuneo.

per informazioni: 0175 46122 - info@comunitacenacolo.it
http://www.comunitacenacolo.it/

29.11.05

Omelia di Fra Svetozar Kraljevic

per il 5° anniversario della morte
di fra Slavko, 24.11.2005

Cosa dire oggi nel quinto anniversario della morte di fra Slavko? Non è facile stare davanti a fra Slavko. Lui è una prococazione.
Una cosa è certa: fra Slavko non vuole essere una perla da portare all’orecchio, o un ciondolo attorno al collo, o una persona che ci da un sentimento di orgoglio perché egli era uno dei nostri, o perché siamo stati suoi amici.
Egli non vuole essere una perla decorativa – né per noi Francescani, né per la sua famiglia, né per i suoi amici, né per coloro che dicono che lo rispettano, né per coloro che portano il suo nome, né per coloro che lo celebrano. Lui non vuole essere un souvenir, lui non vuole essere un ricordo morto sepolto da qualche parte nei campi dei nostri ricordi. Fra Slavko è come una nobile vite piantata nella vigna in mano al vignaiolo diligente. Il vignaiolo veglia su di essa giorno e notte e viene regolarmente a controllarla de in risposta la vite porta frutto.
Oggi, cinque anni dopo la sua morte, vediamo come quel seme di cui parla Gesù, se è piantato nella terra, porta sempre nuovi frutti. Lui si è staccato dalla nostra realtà umana e non appartiene a nessuno in modo esclusivo. Solo nella misura in cui seguiamo il suo esempio, nella misura in cui perseveriamo sulla sua via, nella misura in cui partecipiamo alle sue opere, nella misura in cui lo abbiamo donato agli altri, siamo in comunione con lui.
Noi oggi non cerchiamo in lui qualche santo astratto, lontano, perfetto. Non lo mettiamo davanti ai nostri occhi come una luce con la quale abbagliare i nostri occhi e quelli degli altri. Lui è il viaggiatore con coloro che viaggiano, con i pellegrini è pellegrino, con l’affamato è un affamato, è solo con chi è solo, è esule con chi è esiliato.
Quando le persone erano in sua compagnia si sentivano bene, erano senza paura, anche se sapevano di non essere intelligenti come lui, santi come lui e grandi come lui.
Egli riceveva con la stessa attenzione persone di sangue reale e modesti e poveri sofferenti. Qui devo riconoscere che il suo punto debole erano coloro che avevano dipendenze, che erano schiavi, coloro che erano caduti nei lacci del peccato.
Osservandolo da vicino, vedendo come pensava e reagiva, come lavorava e prendeva decisioni, come organizzava la sua vita quotidiana, ne concludo che era un uomo pronto ogni giorno a una nuova avventura di bene. Non aveva paura di nulla cercando di fare il bene. Non aveva paura neppure della propria sofferenza facendo il bene.
Ora quando medito su questi anni con lui, vedo chiaramente che aveva fretta. Voleva andare il più spesso possibile sul Križevac, passare più tempo possibile sul Podbrdo, scrivere il più possibile, stare il più possibile in adorazione, incontrare quante più persone possibile e aiutarle quanto più era possibile. Come se avesse sentito la morte e volesse sottrarle quanto più possibile ciò che essa gli avrebbe tolto.
Egli non aspettava il futuro impreparato ed a mani vuote. Lavorava così tanto che sembrava volesse conquistare tutto il mondo finché aveva tempo. Ha lottato col tempo in modo miracoloso.
Ogni giorno si armava spiritualmente per essere pronto ad accogliere le difficoltà del giorno seguente.
Riceveva i pellegrini con una ricca offerta di doni spirituali che aveva preparato sulla tavola di Gesù e di Maria a Međugorje.
Per i suoi oppositori è stato un difficile avversario perché non conosceva compromessi in ciò in cui credeva. Era forte perché beveva alla sorgente della Grazia Divina nei Santi Sacramenti e nella preghiera, ed era pieno di un fervore inesprimibile per il lavoro nel campo di Dio.
Una delle importanti caratteristiche del lavoro di fra Slavko è che ogni cosa che ha iniziato è rimasta incompleta. L'incompletezza del suo lavoro è lo stato naturale per ogni uomo dipendente. Il suo lavorò chiede continuità. Questa incompitezza doveva esserci perché lui ha voluto toccare tutte le aree dei bisogni e delle sofferenze umane e guarire almeno alcune delle ferite umane. Era intensamente coinvolto nei problemi dei giovani, in particolare degli studenti e di coloro che avevano dipendenze. Era coinvolto nei problemi dei bambini e degli adulti, di famiglie numerose, dei poveri. Si è occupato di problemi di natura materiale e di cose profondamente spirituali e mistiche. Praticamente voleva dire: In ogni campo ogni persona può fare qualcosa! Perciò, fai tutto ciò che è bene e tutto ciò che puoi!
L'incompiutezza dei suoi progetti non è una mancanza, né un'insufficienza, né una qualche sua omissione. E' la condizione umana con cui tutti gli eroi, tutti i campioni, tutti i santi devono confrontarsi. Solo coloro che non hanno nulla da fare e non hanno iniziato nulla non lascieranno nulla di incompleto. Coloro che non sono interessati a nulla hanno compiuto tutto, per loro ogni cosa era già finita da molto tempo. Per loro già da molto tempo la morte ha preso il sopravvento su ogni visione.
Quante cose incompiute ha lasciato San Francesco ai suoi fratelli che continuano il suo lavoro!
E, soprattutto, quante cose Cristo ha iniziato e ha lasciato incompiute ai suoi? Umanamente parlando, Cristo se n'è andato e ha lasciato tutto incompiuto. Ha lasciato tutto nelle mani degli apostoli e nelle mani di sua Madre Maria, nelle mani della Chiesa. Egli ha lasciato tutto ed essi hanno continuato tutto. Proprio come Cristo e come San Francesco, fra Slavko e ogni uomo buono fa tutto quello che può e lascia ai suoi tutto ciò che ha cominciato. Ecco perché oggi non è facile stare di fronte alla persona di fra Slavko. L'opera di Cristo, l'opera di Maria, l'opera di San Francesco, l'opera di fra Slavko sarà pienamente compiuta oltre il tempo, quando saremo uniti a Dio nella pienezza dei tempi. Finché siamo nel tempo, la sfida sta davanti a noi.
Il grande incontro del nostro Vescovo Mons. Ratko Perić qui sull’altare esterno, quando egli, il nostro Vescovo, ha accompagnato le spoglie mortali di fra Slavko al sepolcro, è una testimonianza particolarmente forte che fra Slavko è un uomo della Chiesa. Il nostro Vescovo ha riconosciuto questo ed ecco perché ha voluto accompagnarlo personalmente. Mentre il Vescovo presiedeva la Celebrazione Eucaristica, un Sacerdote pellegrino ha raccontato: Ho pensato all’infanzia di fra Slavko a Čerin, al tempo che ha trascorso in seminario, ai suoi studi di Teologia, al suo ministero presbiterale a Čapljina e a Mostar, ai numerosi ritiri e conferenze che egli ha tenuto per così tante persone. Quante anime ha strappato dai lacci del male e ha messo nelle mani di Dio? In lui ha vissuto e operato la Chiesa.
Fra Slavko ha confermato la sua appartenenza alla Chiesa specialmente col suo immenso amore verso Gesù nella Santissima Eucaristia. Il fondamento della sua appartenenza alla Chiesa è la sua vita profondamente unita a Gesù Eucaristico.
Nel libro “Pregate col cuore” fra Slavko lascia ai pellegrini di Medjugorje il suo testamento spirituale. Ecco cosa dice:
„Caro pellegrino, cercatore di Dio! Quando vieni a Medjugorje sei invitato a pregare in Chiesa, ad andare a Messa, a confessarti, ad adorare Gesù nel Santissimo Sacramento dell'Altare e a pregare sul Križevac e sul Podbrdo.
Ma poi devi tornare a casa, alla tua Gerusalemme, alla tua vita quotidiana! Dimentica la comunità di Medjugorje e ritorna alla tua comunità. Porta con te i luoghi e gli eventi di Medjugorje. A casa hai il tuo Križevac, la tua croce e la tua sofferenza. L’avevi lasciata a casa e a casa ti aspetta, ma non temere. Con lab tua croce e il tuo Križevac, fai nella tua casa un piccolo monte, la Collina delle apparizioni e il tuo Tabor.
Allora, vicino alla Collina delle apparizioni, il monte Križevac riceverà un nuovo colore, sarà avvolto da una nuova pace e speranza.
Costruisci la Collina delle apparizioni in un angolo del tuo appartamento o della tua casa. Mettici una piccola Croce, una candela, la Bibbia il Rosario e l’inginocchiatoio. Qui capirai anche il tuo Križevac, il tuo passaggio e il tuo tramonto. Con la Collina delle apparizioni, il Križevac diventa il luogo della risurrezione, perché nessun Križevac è per distruggerti, ma per aiutarti a giungere alla salvezza.
Ricorda bene! La Gospa ha preso seriamente le parole di Gesù. Lei viene con te e sul tuo Križevac, sul tuo Calvario come è andata con suo Figlio”. Questo dice e testimonia il nostro fra Slavko.

News del 24 novembre

Celebrato il quinto anniversario della morte di Fra Slavko Barbarić

24.11.2005. – Giovedì 24.11.2005 i parrocchiani e i pellegrini di Medjugorje hanno celebrato il quinto anniversario della morte di fra Slavko Barbarić. Nel pomeriggio con la preghiera della Via Crucis sul Križevac ed alla sera con la Messa e l’Adorazione Eucaristica nella Chiesa Parrocchiale. La sera stessa è stato presentato il libro di fra Marino Šakota “Vivere col Cuore” nel grande salone parrocchiale.
Sul Monte Križevac, sul quale fra Slavko morì il 24.11.2000, fra Ljubo Kurtović ha guidato la Via Crucis alla presenza di numerosi parrocchiani e pellegrini. La Santa Messa serale è stata celebrata da fra Svetozar Kraljević e concelebrata da 25 Sacerdoti locali e stranieri. Fra Bože Milić ha guidato l’Adorazione Eucaristica.

27.11.05

News dal sito ufficiale


Il tredicesimo incontro internazionale delle guide
25.11.2005 - Il tredicesimo incontro internazionale delle guide dei centri della pace, preghiera e carità legati a Medjugorje si svolgerà presso il nuovo salone di Medjugorje dal 5 al 9 marzo 2006..Il tema dell’incontro è:… mi sarete testimoni …. fino agli estremi confini della terra…(Atti 1,8) Il numero dei partecipanti è limitato per esigenze di spazio ed ogni anno il numero delle richieste è in continuo aumento. Pertanto vi esortiamo ad aderire al seminario al più presto. Le richieste possono essere inoltrate al numero di fax: 00387 36 651 999 (per Marija Dugandžic) oppure tramite e-mail: seminar.marija@medjugorje.hr.
E’ previsto il servizio di traduzione simultanea per tutti i gruppi linguistici. Il costo del seminario è di € 60 a persona. Il prezzo include tutte le spese di organizzazione ed i lavori del seminario (docenti, traduzione dei testi, traduzione simultanea e pranzo comune dell’ultimo giorno). Al momento del pagamento, all’inizio del seminario, tutti i partecipanti otterranno un accredito che darà loro la possibilità di partecipare ai lavori. Ciascuno provvederà personalmente all’alloggio a Medjugorje. Si raccomanda di portare con sé radiolina e cuffiette per la traduzione simultanea. Saremo lieti di ricevere le vostre adesioni e di lavorare insieme!

Presentazione del libro "Vivere con il cuore – La persona ed il lavoro di Fra Slavko Barbaric"

24.11.2005 - In occasione del 5° anniversario della morte di Fra Slavko Barbaric, nel Grande Salone della parrocchia di Medjugorje, ed in presenza di circa 800 ospiti, si è tenuta la presentazione del libro di Fra Marinko Sakota "Vivere con il cuore – La persona ed il lavoro di Fra Slavko Barbaric". Parecchi conferenzieri hanno parlato di Fra Slavko: il Dott. Fra Ivan Sesar, parroco di Medjugorje e presidente del "Fondo Fra Slavko Barbaric", Fra Svetozar Kraljevic, direttore del "Villaggio della Madre", Fra Mirko Barbaric, un sacerdote Salesiano ed amico d'infanzia di Fra Slavko, così come anche l'autore del libro. I bambini del "Villaggio della Madre" hanno accompagnato l'evento con musica strumentale e con il loro canto, diretti dal Prof. Zrinka Boras. Visnja Spajic, giornalista di Radio "MIR" Medjugorje, ha condotto il programma.
Fra Marinko ha scritto questo libro "Cinque anni dopo la morte di Fra Slavko Barbaric, in ringraziamento a lui e per proporre ai fedeli una nuova e più profonda riflessione sulla loro vocazione cristiana secondo l'esempio di Fra Slavko". Egli ha provato ad "entrare in profondità nel cuore di un uomo che ha vissuto fra noi, che era così vicino a noi, così simile a noi, ed allo stesso tempo veramente così speciale". Da capitolo a capitolo, i nostri occhi scoprono la ricchezza della personalità e degli elementi originali del lavoro pastorale di questo sacerdote "che ardeva e che bruciava" per i messaggi di Nostra Signora: infanzia, tempo della scuola, studi, l'incontro con il fenomeno delle apparizioni di Medjugorje, l'incontro con i veggenti e con il lavoro spirituale e pastorale per i pellegrini, il profilo spirituale, la sua "nascita al cielo", la sua sepoltura… Fra Slavko vive, Fra Slavko è ispirazione ed esempio, Fra Slavko Barbaric ha tracciato una via di comprensione dei messaggi di Nostra Signora ed ha sviluppato un lavoro pastorale speciale adeguato a questo particolare luogo di preghiera.
Il libro "Vivere con il cuore – La persona ed il lavoro di Fra Slavko Barbaric" è stato pubblicato nel 2000 ex nell'edizione dell'autore. Può essere acuistato nel negozio dei Souvenirs dell'ufficio parrocchiale di Medjugorje. Sarà tradotto in altre lingue.

Intervista con Mirjana Kovac in occasione del 14° anniversario della caduta di Vukovar

21.11.2005 - Quattordici anni dopo che la caduta di Vukovar, la sig.ra Mirjana Kovac, un economista nata in Vukovar, è venuta in pellegrinaggio a Medjugorje per affidare a Dio ed a Nostra Signora tutto il dolore che ancora porta nel cuore. A condiviso con noi i suoi ricordi e le sue speranze con le lacrime agli occhi.
Prima della guerra, la sig.ra Kovac era direttrice di una compagnia di assicurazioni sanitaria e, durante la guerra, ha guidato l'unità medica croata di crisi. Dopo la guerra, divenne assistente del direttore per l'economia, quindi incaricata dell'economia ed infine direttrice di controllo nel Ministero della Difesa Croata.
Lidija Paris ha parlato con Mirjana Kovac nella casa parrocchiale di Medjugorje.

Lidija Paris: Lei è nata a Vukovar e suo padre a Posusje. Tanti anni dopo la guerra si vede che porta ancora profondo dolore interiormente ricordando tutto ciò che è accaduto. E’ venuta qui con una busta contenente alcune fotografie ed alcuni fogli. Ciò è tutto ciò che rimane dei primi 40 anni della sua vita…
Mirjana Kovac: Sono venuta a Medjugorje per essere qui durante questi giorni ancora così dolorosi per me. Con la fede in Dio, è molto più facile portare la nostra croce. Uniamo la nostra croce alla Croce di Gesù, offriamo tutto a Lui. Gesù ha permesso che fossimo degni di questo. Grazie a mio padre ed a mia madre, che ci hanno istruiti nella fede in Dio, e con il rosario in mano, in quei giorni inimmaginabili per l'intelligenza umana, abbiamo avuto l'impressione di essere stati trasportati da qualcosa. Eravamo coscienti che il peggio poteva accadere in qualsiasi momento, ma grazie alla nostra fede in Dio, tutto ha avuto un’altra dimensione. La morte era più vicino a noi della vita…
Lidija Paris: Suo fratello Ivan Kovac ha trasmesso al mondo l'ultima parola da Vukovar…
Mirjana Kovac: Si. Mio fratello Ivan era incaricato delle comunicazioni radio per la città di Vukovar. Stava stabilendo dei collegamenti radio, di modo che il dottor Bosanac potesse dare notizie quotidiane dall'ospedale. Il 18 novembre, quattordici anni fa, all'1 e 25 chiamò il centro di Osijek e disse soltanto: "Potete interrompere il collegamento con Vukovar. Non sarà più necessario". Queste furono le sue ultime parole. Fù catturato in ospedale, insieme ad altri. Fino al 1997, non abbiamo saputo più niente di lui. Nel 1997 lo abbiamo trovato, in una tomba comune, a Ovcara, grazie all'analisi del DNA…
Lidija Paris: Come avete vissuto questi anni di incertezza, aspettativa, speranza?
Mirjana Kovac: Era un mare di giorni … Un giorno era più lungo di un anno. Era difficile vivere senza conoscere qualche cosa dei nostri più stretti famigliari. Non sapevo niente di mio fratello, di mio marito, dei miei due cognati. Ogni giorno andavamo all'ufficio della Croce Rossa… ogni mattina preghiere, pianti al cielo, per scoprire qualcosa.
Lidija Parigi: Questa guerra ha preso non soltanto la vita di suo fratello ma anche tutti i vostri beni e persino distrutto il suo matrimonio …
Mirjana Kovac: E' vero. Quando mio marito è ritornato dal campo di concentramento, dove è stato psicologicamente rovinato, ha voluto rimanere solo. Disse che doveva andare per la sua strada, che non poteva trovare pace, che non poteva più essere un marito ed un padre come era prima …
Lidija Paris: Quando è riuscita a scappare da Vukovar, è andata a Zagabria.
Mirjana Kovac: Si. In quel periodo ho accettato di guidare l'unità medica di crisi croata. L'ho fatto fino al 1995. A causa delle ferite riportate durante il bombardamento di Vukovar, ho avuto alcune difficoltà di salute ed ho dovuto essere ricoverata in ospedale. Quando ho visto così tanta gente ferita, ho capito che dovevo lavorare, essere utile, e scoprire dov'era mio fratello. Lavoravo e preghavo. Era più forte di me. Non mi accorgevo del cambiare delle stagioni. Funzionavo come uno zombie. Desideravo soltanto fare qualcosa per gli altri. La gente veneva da me. Mi dicevano cosa avevano perso. Vedevano tutto nero. Alcuni di loro pensavano provenissi da Zagabria e che non potevo capirli. Quando vedevo che non trovavano più alcun motivo per vivere, iniziavo a parlare loro di me e che ignoravo cosa fosse accaduto ai miei famigliari … che dovevo istruire i miei bambini ed i bambini delle mie due sorelle… e che la nostra famiglia erano sparsa dappertutto in Croazia; sono andati di casa in casa… i bambini hanno cambiato cinque scuole, poi finalmente il governo ha organizzato degli alloggi negli hotel.
Lidija Paris: Che cosa è accaduto ai vostri beni a Vukovar? Potete tornare là, che possibilità avete ora? All'età di 54, siete in pensione, ma siete ancora giovane?
Mirjana Kovac: Quando, in 1997, la regione di Vukovar fu reintegrata alla Croazia, ero incaricata alle finanze ed alla previdenza della città. Abbiamo fatto tutto il possibile. Il problema di Vukovar è che puoi ricostruire le case, ma non riportare i morti, e la situazione non può più essere la stessa. I giovani che sono andati a scuola in qualche altro luogo non hanno più il desiderio di tornare là. Chi cerca lavoro non può trovarlo a Vukovar.
Lidija Paris: Come sono i rapporti fra Croati e Serbi? Come vivono insieme oggi a Vukovar?
Mirjana Kovac: Vivere "insieme"? Potremmo dire che viviamo gli uni „vicino“ agli altri. A Vukovar tutto è diviso fra "croati" e "Serbi"… è una città profondamente divisa… Fra il Serbi ci sono molti che profondamente si rammarichino, ma c'è una grande sfiducia … ed il timore di avere imbarazzi. È difficile stabilire rapporti normali, ma certamente il tempo farà il suo lavoro.
Lidija Paris: È possibile perdonare, scavalcare le esperienze dal passato, ripartire da zero? Le nuove generazioni hanno una possibilità? Si sono stabilite le condizioni affinchè le nuove generazioni vivano in modo nuovo?
Mirjana Kovac: Dobbiamo creare le condizioni ogni giorno, ciascuno di noi adentro se stesso, nella propria anima. Perdonare? Devo confessare che, cinque o sei gli anni fa, non potevo sentire questa parola. Non sapevo dove era mio fratello, non sapevo cosa gli era accaduto, come potevo perdonare? Desideravo conoscere la verità. Non desideravo giudicare, non ho mai pensato di essere giudice, noi non eravamo chiamati a giudicare. La c'è Dio. Allora ricevetti una grande grazie: Poter sentire gli inizi del perdono. Perdono, ma non desidero essere vicino a loro, per non cadere nella tentazione di covare altri pensieri. Ma con tempo e con la preghiera, fui felice di notare che potevo pregare per loro; Stavo pregando Dio di toccarli, per farci dire dove erano tutte quelle vittime il cui destino ignoravamo. Questo è uno dei motivi del mio pellegrinaggio a Medjugorje. 1400 persone sono ancora nella lista dei dispersi. Sono venuta a presentare tutto questo a Nostra Signora ed ha chiederle di toccare i loro cuori. Possa Nostra Signora prenderli sotto la sua protezione. Mi ricordo le parole di Gesù sulla Croce, quando stava perdonando, perdonando tutti noi. Disse: "Padre, perdona loro perchè non sanno quello che fanno." Così prego per loro.
Inoltre prego per mio padre Matteo, perseguitato dai comunisti, che perse suo fratello alla fine della seconda guerra mondiale. Oggi mio padre ha 78 anni. Fu duro per lui quando ando dall'Herzegovina alla Slovenia. Lavorò duro tutta la vita, ma aveva un cuore grande, un cuore generoso verso tutti. Usavamo dirgli: "Avete nutrito metà Herzegovina qui!" La gente ha vissuto liberamente nella nostra casa per parecchi mesi, fino a quando non avessero trovato un lavoro. Mio padre non può perdonare, lo vedo soffrire e prego principalmente Nostra Signora per lui, per renderglelo più facile. Anche mia madre sta soffrendo molto, ma si sta attaccando al rosario.
Lidija Paris: A Lourdes lei ha ricevuto il segno che il cielo ha sentito la sua preghiera?
Mirjana Kovac: Si. Era il 1992, quando mio marito tornò dal campo di concentramento. Ho avuto l'occasione di andare a Lourdes. Ho lasciato là un foglietto sul quale chiedevo a Nostra Signora di aiutarmi a scoprire dov’era mio fratello Ivan. Mezz'ora più tardi ho incontrato un ungherese che mi ha parlato in croato e che mi ha offerto la sua casa come nostra casa. Ho ricevuto un biglietto da visita sul quale era scritto lo stesso nome di mio fratello! In Francia ho incontrato un ungherese che ha esattamente lo stesso nome di mio fratello! Per me cio significava che Nostra Signora mi stava dicendo che ognuno era mio fratello. Ciò mi diede forza fino al 1997, quando alla fine abbiamo scoperto che cosa gli era accaduto.
Lidija Paris: Siete venuto a Medjugorje durante i giorni in cui commemoriamo 14 anni dalla caduta di Vukovar. Questo risveglia tutte le ferite in molto molto intenso. Che cosa ha trovato a Medjugorje?
Mirjana Kovac: La mia famiglia intera era solita venire a Medjugorje fin dai primi giorni delle apparizioni. Ogni anno venivamo a visitare la nostra famiglia a Posusje e venivamo poi sempre a Medjugorje. Eravamo convinti che Nostra Signora appariva qui. Nei tempi difficili per i veggenti pregavamo per loro. Lo dico in relazione relazione alle ultime parole pronunciate da mio fratello a Vukovar… Sento come se Nostra signora avesse aperto una linea rossa calda… Mentre le bombe ci cadevano addosso portando la morte, il cielo sopra noi era tutto sempre aperto tramite la preghiera, tramite il rosario. Quando una bomba è caduta, siamo rimasti scossi ed abbiamo interrotto la preghiera, quindi abbiamo continuato senza sapere dove ci eravamo fermati. Attraverso questa linea calda stavamo tempestando il cielo, sono molto riconoscente a Medjugorje. Ogni volta che prego chiudo gli occhi e sono qui, davanti la statua di Nostra Signora a Medjugorje. Per me Medjugorje è un luogo dove il cielo è aperto, è una grande grazie, che è difficile esprimere. Non c'è un altro posto in cui vorrei essere nei momenti in cui desidero condividere dispiacere e gioia. Gesù e Nostra Signora possono dare questa pace profonda. Tutto il resto passa. Lo abbiamo sperimentato. Se non lo avessimo sperimentato i nostri cuori sarebbero rimasti di pietra, ma veramente Nostra Signora ci ha toccato in modo speciale. Gesù ci ha chiesto di trasportare una croce, ma ci ha dato anche la forza di portarla. È una croce di grazia. Sento una grande gioia nella preghiera e una gioia nel vivere il messaggio.
Lidija Paris: Ha programmi per il futuro?
Mirjana Kovac: Ero solita avere programmi a lungo termine, ma ora non più. Affido il passato alla misericordia di Dio e vivo il presente nella provvidenza di Dio. Le chiavi della mia casa, distrutta a Vukovar, le ho gettate nel lago di Galilea. Sono al sicuro là. Nelle mani di Gesù. Nessuna mano cattiva può farle più danno. Dopo un momento di lavoro duro, sono fiera di essere nell'esercito e, portando il rosario al collo, difendo case e famiglie. Dove mio fratello e migliaia di difensori si sono fermati, io desidero continuare. Ancora non mi rendo conto che sono pensionata. Ho così tanto tempo e sto provando ad intensificare la mia vita spirituale.
Lidija Paris: Grazie per questa conversazione. Preghi per noi e noi pregheremo per lei.
Mirjana Kovac: Possa Gesù darci la grazia di unire tutto il nostro dolore alla sua croce. In sua madre, vedo tutte le nostre madri. E' un mare di persone addolorate con grandi ferite nel cuore e nell'anima. Siamo tutto in qualche modo vicini. Ogni di noi rimane solo con il suo dolore. Teniamo duro, rimaniamo silenziosi. Desideriamo dominare il nostro dolore, noi glie l'manteniamo per. Grazie alla preghiera, possiamo ritenere più meglio.

Testimonianza: Fra Vincenzo Brocanelli, ofm, Moderatore dell’evangelizzazione missionaria nell’Ordine Francescano

21.11.2005 - Fra Vinzenzo Brocanelli, Moderatore dell’evangelizzazione missionaria nell’Ordine Francescano dei frati minori, in occasione della sua prima venuta a Medjugorje Sabato 22.10.2005, ha dato la seguente testimonianza: “Mi trovo a Medjugorje per la prima volta. Sono salito sulla Collina delle apparizioni. Penso che questo sia un grande centro di spiritualità. In una parola, se le persone vengono qui per amare di più Gesù, saranno capaci ad amare di più i vicini e saranno nuovi missionari. Riguardo ai frati che lavorano qui posso solo dirne un gran bene. Sono a disposizione delle persone che arrivano e, cosa che mi ha impressionato di più, sono soddisfatti del loro servizio.

Intervista: Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Panama

18.11.2005 - Nel Settembre 2005 è venuto a Medjugorje in pellegrinaggio privato con 17 pellegrini Mons. José Domingo Ulloa Mendieta, O.S.A., Vescovo Ausiliare dell’Arcidiocesi di Panama. Ha parlato con lui Dragan Soldo, giornalista di Radio “Mir” Medjugorje.

Dragan Soldo: Può dirci come ha conosciuto Medjugorje e quali sono state le sue esperienze?
Mons. José Domingo Ulloa: Il Sacerdote Fancisco Verar, con il quale ho studiato Teologia mi aveva già parlato di Medjugorje. Ora era arrivato il momento di venire personalmente. Quello che ho vissuto è al di sopra di tutte le mie aspettative. L’incontro con così tanti pellegrini è un’esperienza straordinaria. Vedo il loro desiderio di conversione e cambiamento. Per me è molto importante ricordare l’opera sociale praticata qui a Medjugorje. Pone l’accento su ciò che Maria sta facendo: vale a dire essere sempre pronti a aiutare gli altri. I miei pellegrini sono venuti qui preparati. Medjugorje li ha colpiti e rimarrà sempre in loro il ricordo di questa massa di gente che viene qui a pregare.
Dragan Soldo: Medjugorje è conosciuto a Panama?
Mons. José Domingo Ulloa: Nel mio paese è molto sviluppata la devozione proposta a Medjugorje e desideriamo particolarmente fare partecipare i bambini. La Chiesa Parrocchiale di Maria Regina della Pace, fondata da P. Francisco Verar, è stata costruita sul modello della Chiesa di San Giacomo a Medjugorje. Ci sono molti gruppi di preghiera basati sui messaggi della Gospa.
Dragan Soldo: Può dirci qualcosa sui messaggi della Gospa?
Mons. José Domingo Ulloa: La semplicità di questi messaggi attrae. I messaggi di Medjugorje sono la chiamata evangelica alla conversione e alla pace, in essi non c’è nulla di apocalittico. Senza la preghiera, senza digiuno ed Eucaristia, ma questi sono fondamenti del Cristianesimo, non possiamo rispondere alla chiamata alla santità che Maria ci rivolge. Le persone che vengono a Medjugorje desiderano accogliere la chiamata evangelica che ci viene dal Signore, in particolare attraverso l’Eucaristia e il Sacramento della Riconciliazione. Ho sentito da molti che essi scoprono il bisogno di cambiamento e questo all’interno della Chiesa e attraverso i Sacramenti. L’uomo non può andarsene da Medjugorje senza questo forte desiderio di cambiare la sua vita e di cominciare di nuovo. Molti gruppi vengono accompagnati dai loro Sacerdoti, essi li aiutano, e questo è per loro l’inizio di una vita nuova.
Dragan Soldo: Si parla molto di miracoli a Medjugorje. Può dirci qualcosa su questo?
Mons. José Domingo Ulloa: Le persone all’inizio hanno bisogno di sperimentare qualcosa, la curiosità umana è naturale ma l’atmosfera che si crea nei gruppi di giorno in giorno durante il pellegrinaggio aiuta a far diminuire questo desiderio e si sveglia il desiderio che la persona stessa sperimenti e realizzi un cambiamento interiore. Il miracolo più grande è la guarigione spirituale che le persone vivono.
Dragan Soldo: Lei è stato in pellegrinaggio anche in altri grandi Santuari Mariani. Può dirci qual è la particolarità di Medjugorje?
Mons. José Domingo Ulloa: La particolarità di Medjugorje è il dono della pace che qui si riceve. Questo è ciò che l’umanità oggi cerca, ma questo dono si riceve a Medjugorje attraverso la Madre Maria. Non si tratta solo della pace personale, ma della scoperta che siamo tutti fratelli e che i conflitti e la violenza non sono la soluzione. Bisogna condividere questa pace con gli altri.
Dragan Soldo: Gran parte dei veggenti nella storia hanno scelto la vita religiosa, questo non è il caso dei veggenti di Medjugorje. Come vede questo?
Mons. José Domingo Ulloa: Tutti i veggenti di Medjugorje sono persone di famiglia, cosa che mi rallegra molto perché ciò significa che la chiamata alla santità vale per tutti gli uomini. La famiglia è una via di santità, la santità non è solo per i sacerdoti e i religiosi. Dio chiama tutti gli uomini. I Cristiani sono chiamati a testimoniare, a vivere nel mondo ma a non appartenere al mondo. Siamo chiamati a testimoniare la gioia.
Dragan Soldo: Quando tornerà nella sua Diocesi, cosa dirà a coloro che le chiederanno di questo suo pellegrinaggio?
Mons. José Domingo Ulloa: Non possiamo tacere ciò che abbiamo visto, né tacere ciò che la Gospa chiede. A Medjugorje i pellegrini trovano la pace incontrando Gesù e cambiano la loro vita. Verso coloro che sono come pecorelle smarrite, noi dobbiamo essere come Gesù perché le persone possano tornare a Lui e ricevere da Lui tutto il bene che Egli da. Diventiamo come Maria, guardiamo ciò di cui gli uomini hanno bisogno, quali sono le loro sofferenze e aiutiamoli. Diveniamo testimoni del grande dono di vivere la fede sotto la protezione della nostra Santa Madre Chiesa.


Bulletin 216
Medjugorje, 26 novembre 2005


"Cari figli, anche oggi vi invito pregate, pregate, pregate fino a che la preghiera non diventi vita. Figlioli, in questo tempo in modo particolare prego davanti a Dio affinchè vi doni il dono della fede. Solo nella fede scoprirete la gioia del dono della vita che Dio vi ha donato. Il vostro cuore sarà gioioso pensando all’eternità. Io sono con voi e vi amo con amore tenero. Grazie per aver risposto alla mia chiamata."
25 novembre 2005



UN BIGLIETTO DA VISITA

Di recente ho ricevuto il biglietto da visita di un pellegrino irlandese. Naturalmente, come si conviene, sul biglietto da visita c’erano tutti i dati sulla persona ed i metodi di comunicazione. Ma questo biglietto aveva, come spesso si sente dire, un risvolto della medaglia. Sono rimasto piacevolmente sorpreso quando sul retro di quello stesso biglietto ho letto un messaggio della Vergine. E mi è sembrato che proprio in questo lato posteriore potessi trovare più dati su quel pellegrino, che non nel nome, nei numeri di telefono o nell’indirizzo e-mail… Questo messaggio sul retro è ben più profondo. Sulla parte anteriore si leggono i dati, sul retro, l’identità, le inclinazioni e le aspirazioni della persona.
Questo pellegrino irlandese, che lavora in una località famosa di Dublino, vuole in questo modo diffondere il messaggio di Dio tra gli uomini e farlo giungere in modo inequivocabile alle persone che gli stanno a cuore. Non esita nemmeno un attimo a dare il biglietto da visita alle persone che incontra. In un ambiente dove si gioca a nascondino, dove spesso tacciamo la nostra appartenenza al cristianesimo, questo è un esempio di come essere coerenti. Gesù non ha mai accettato di giocare tra due o più opzioni. Ricordiamoci le sue parole su come non sia possibile servire Dio e la ricchezza ed il suo biasimo nei confronti di scribi e farisei.
Una grande questione teologica, ma anche psicologia e sociologica, è perché i cristiani non vogliano manifestare la propria fede? Pensano forse di avere maggiore successo tacendo la propria devozione a Cristo? Si arriva al punto di rimuovere qualsiasi simbolo del cristianesimo dal proprio ufficio, dall’auto, dalla porta. Per quanto si dica e ripeta ad alta voce che la fede sia una questione privata, essa è anche una questione sociale di rilievo. Soffocare in se stessi quello che ci denota, significa nascondere Colui in cui crediamo e nelle cui mani, soprattutto nelle miserie e nei dolori, riponiamo le nostre speranze.
Gesù dice chiaramente che coloro che si vergognano e che tacciono la propria appartenenza a Dio sulla terra, Egli stesso li rinnegherà dinanzi al Padre celeste, nel regno dell’eternità al quale aneliamo. Perciò il messaggio di un biglietto da visita è anche un taccuino col quale manifestare pubblicamente e confessare discretamente la propria fede ed invitare gli altri alla conversione. Tirarsi indietro nelle questioni essenziale non è corretto. Gesù non si è tirato indietro dinanzi a coloro che volevano sentire che non fosse lui colui che doveva venire. Egli è rimasto coerente al prezzo della croce e della morte.
Fra Mario Knezović

NOTIZIE


NUMERO DI COMUNIONI E DI CONCELEBRANTI
Durante il mese di ottobre nella parrocchia di Medjugorje sono state impartite 150.000 Eucarestie e le Sante Messe sono state concelebrate da 3.442 sacerdoti provenienti dal paese e dall’estero.
Durante il mese di ottobre a Medjugorje hanno soggiornato gruppi di pellegrini provenienti da: Italia, Germania, Vietnam, Malawi, Francia, USA, Irlanda, Inghilterra, Corea, Libano, Polonia, Paesi Bassi, Danimarca, Belgio, Svizzera, Australia, Ucraina, Canada, Ungheria, Romania, Repubblica Ceca, Repubblica Slovacca, Spagna, Grecia, Croazia, Bosnia e Erzegovina.

LA VISITA DEI VESCOVI DEL MALAWI
Il 4 novembre sono giunti in visita a Medjugorje quattro vescovi: tre del Malawi (Mons. Thomas Msusa, attuale vescovo diocesano di Zomba, il suo predecessore attualmente in pensione Mons. Allan Chamgwera e Mons. Remi Joseph Gustave Saint-Marie, vescovo diocesano di Dedza) ed il vescovo canadese Mons. Joseph Faber MacDonald, vescovo diocesano di Saint John, New Brunswick. I vescovi hanno parlato delle proprie esperienze positive e della soddisfazione di trovarsi in questo santuario della Vergine. In particolare, hanno messo in risalto il significato di Medjugorje, come il più grande confessionale del mondo.
Presso la casa parrocchiale di Medjugorje hanno incontrato il parroco e gli altri francescani di Međugorje.

LA VISITA DEL SEGRETARIO PER LE MISSIONI
Fra Vinzenzo Brocanelli, segretario generale per le missioni dell’ordine francescano minore, e fra Šime Samac, definitore generale dell’ordine francescano, sono venuti in visita a Medjugorje il 22 ottobre, in occasione della giornata missionaria mondiale. Hanno partecipato alla S. Messa serale della domenica, celebrata dal parroco di Medjugorje, fra Ivan Sesar, mentre l’omelia sull’importanza dell’opera missionaria e dell’amore per i bisognosi è stata tenuta da fra Vinzenzo Brocanelli.

SEMINARI PRESSO LA “DOMUS PACIS”
Nell’ultimo periodo presso la casa di preghiera “Domus Pacis” si sono svolti sei seminari di digiuno, preghiera e silenzio, per i pellegrini di Polonia, Slovacchia, Germania, Lituania, Francia ed Austria. La guida dei seminari è stata fra Ljubo Kurtović. Presso la stessa casa, le suore francescane hanno tenuto due seminari per la ragazze, mentre al rinnovamento spirituale in quattro seminari hanno partecipato i membri della gioventù francescana, dell’ordine secolare francescano ed i giovani del Montenegro.

UNDICESIMO SEMINARIO INTERNAZIONALE PER I SACERDOTI
L’undicesimo seminario internazionale per i sacerdoti si svolgerà a Medjugorje dal 3 all’8 luglio 2006. Il tema del seminario è: «La spiritualità del sacerdote» («...Preghiamo figlioli,... affinché la Chiesa risorga nell’amore ...» dal messaggio del 25 marzo 1999) Pubblicheremo il programma del seminario nel prossimo numero del Bollettino.


FONTE http://medjugorje.hr.nt4.ims.hr/News.aspx



Note di Alberto Bonifacio

NOTE DI ALBERTO BONIFACIO
PELLEGRINAGGI DI CARITA’
OTTOBRE-NOVEMBRE 2005


• Dal 28.10 al 1°.11.2005: “A.R.PA.” Alberto, Mirella e altri 52 volontari con 14 furgoni pieni di aiuti, uno vuoto che compra le merci in loco e due mezzi in appoggio, provenienti da: Pescate (LC), Finale Emilia (MO) con l’aiuto degli amici di Castelnuovo Rangone (MO), Genova - Associazione Fabio - vita nel mondo, Caritas di Bellinzago (NO), Associazione Sulla Traccia - Ranica (BG), Caritas parrocchia San Pio X° di Conegliano (TV), Rovello Porro (CO), Bagnolo Cremasco (CR), Gruppo Volontari di Cassinetta (MI), Cavacurta (LO), Novara.La motonave arriva puntuale alle 7 al porto di Spalato. Padre Ante doveva venire da Dubrovnik a celebrarci la S. Messa in porto, ma è stato impedito da impegni sopraggiunti. Facciamo a tempo a partecipare chi alle 7,30 nella cattedrale (mausoleo di Diocleziano), chi alle 8 nella chiesa di S. Domenico. Dopo 3 ore di attesa in dogana possiamo partire da Spalato. Alberto con un altro furgone fa una corsa alla Casa S. Raffaele di Solin, appena fuori Spalato, dove le brave suore accudiscono tante persone disabili, per lasciare un po’ di viveri, detersivi e pannoloni. Bisognerebbe trovare qualche generoso offerente per pagare i letti comprati con l’ampliamento della casa.Dopo le solite ore di attesa alle dogane di Kamensko e di Livno, alle ore 16 ci dividiamo: 4 furgoni vanno a Medjugorje per poi portare aiuti a Mostar (Caritas parrocchia S. Giovanni, Suore S. Vincenzo per le anziane sole e malate, Pensionato Anziani e Orfanotrofio di est); ai centri profughi di Tasovcici, Domanovici e Dubrava (Grude) e alla Caritas francescana di Rama per tanti poveri dei villaggi intorno. Tutti gli altri furgoni proseguono invece per la Bosnia centrale per arrivare verso le ore 20 a Gromiljak dove otteniamo fraterna ospitalità dalle Sorelle Ancelle di Gesù Bambino, compresa la S. Messa di domenica mattina presto. Tre furgoni con Felice lasciano aiuti qui e alle Clarisse di Brestovsko anche per i tanti poveri che bussano alla porta di questi conventi; nonché agli Ospedali psichiatrici di Bakovici con oltre 400 assistiti e di Drin con ben 480 ospiti, tra cui molti minorenni.Quattro furgoni scaricano a Sarajevo presso “Sprofondo” per la Cucina popolare organizzata dai francescani, per il progetto assistenza medica anziani (tanti pannoloni e 1000 euro al mese) e per il centro disabili Mjedenica; poi presso l’Orfanotrofio comunale e gli orfani di Casa Egitto delle Suore Ancelle di Gesù Bambino.Con quattro furgoni Alberto e Mirella, accompagnati da Hajrija, responsabile di “Sprofondo”, si spingono a est fino ai confini con la Serbia, lungo il fiume Drina, per portare 300 pacchi famiglia che vengono subito distribuiti alle famiglie più povere, le quali, con tante difficoltà e vincendo la paura, stanno ritornando in questa zona: 100 pacchi a Rogatica, 100 per Rudo e 100 a Visegrad, dove non può mancare la visita all’antico ponte reso famoso dal romanzo di Ivo Andric: “Il ponte sulla Drina”.Molto utile la giornata trascorsa a Medjugorje, densa di preghiera, degli ultimi piccoli gesti di carità verso gli orfanotrofi e le Comunità che vivono di provvidenza e anche dei provvidenziali incontri con la veggente Vicka e con Padre Ljubo. Nella preghiera ricordiamo in particolare tutti i volontari che lavorano tanto per il buon esito dei nostri pellegrinaggi di carità e che non appaiono mai: gli amici del magazzino che da tanti anni sono impegnati a smistare, scegliere, impachettare, ritirare, caricare, ecc. Come pure tutti coloro che ci mandano offerte o che ci portano viveri, detersivi, pannoloni, ecc. La Regina della pace ricompensi i loro sacrifici!Con questo viaggio abbiamo portato il corrispettivo a varie decine di bambini adottati a distanza tramite la nostra associazione. Stiamo anche aiutando alcune persone gravemente malate e povere che non hanno i soldi per pagare le cure mediche e i ricoveri ospedalieri, perché, non essendoci assistenza sanitaria pubblica, tutto va retribuito: visite, medicine, ricoveri, operazioni, esami, ecc.Aiutiamo pure tre ragazze che devono uscire dall’orfanotrofio di Mostar per raggiunta maggiore età, alle quali sono stati assegnati due locali decorosi ma completamente vuoti: manca tutto l’arredo e ogni altra cosa. E poi si spera di trovar loro un lavoro perché non finiscano sulla strada. Si allunga anche il numero dei bambini da adottare: quante povertà! Come si vede, il lavoro non manca. Ma confidiamo nell’aiuto di Dio, della Madonna e anche dei benefattori.
Qualcuno di noi si è fermato il 2 novembre per partecipare all’apparizione di Mirjana. Purtroppo questa volta la Madonna aveva le lacrime agli occhi. La veggente le ha chiesto: “Cosa possiamo fare per tergere le tue lacrime?” Ma la Madonna non ha risposto e non ha dato alcun messaggio. Ha però benedetto i presenti e gli oggetti portati per la benedizione.
• Il 1°.11.2005 Remo Bonometti di Calappio/Settala (MI) con il suo grosso camion è ritornato con tanti aiuti nella città martire croata di Vukovar per i tanti poveri assistiti dal bravissimo francescano Padre Zlatko Spehar. Noi abbiamo contribuito con tanti quintali di alimentari.*******PROSSIME PARTENZE: 5/12 (con la festa dell’Immacolata) – 28/12 (con veglia di preghiera di Capodanno) ecc.Per contatti rivolgersi a: Bonifacio Alberto - Centro Informazioni MedjugorjeVia S. Alessandro, 26 – 23855 PESCATE (LC) - Tel. 0341-368487 – Fax 0341-368587 – e-mail: b.arpa@libero.itEventuali aiuti e offerte inviarli a : A.R.PA. Associazione Regina della Pace – Associazione di volontariato - Onlus (stesso indirizzo)* conto corrente postale n. 46968640* conto corrente bancario n. 98230 Banca Popolare di Lecco-Div. Deutsche Bank – Piazza Garibaldi, 12 – 23900 LECCO – ABI 3104 – CAB 22901Verso la fine di ogni mese si può trovare questo nostro foglio nel seguente sito Internet: www.rusconiviaggi.com*******Insieme ai miei collaboratori e a tutti i volontari impegnati nel nostro piccolo servizio di amore ai poveri, rivolgo a tutte le persone, le famiglie, le comunità e i gruppi di preghiera che ricevono questo foglio i più fraterni auguri perché il tempo di Avvento sia preparazione ad un santo NATALE portatore di pace e ad un nuovo ANNO che, vissuto alla luce e alla scuola di MARIA, ci aiuti a fare un passo avanti nel nostro cammino di conversione, di fede e di carità.Alberto Bonifacio


I NOSTRI CONVOGLI UMANITARI
O PELLEGRINAGGI DI CARITA’ IN BOSNIA
TANTE POVERTA’ E… TANTI OSTACOLI


di Alberto Bonifacio * - 15 novembre 2005

Quando nel 1991 scoppiò la guerra nell’ex jugoslavia, durante le mie trasmissioni a Radio Maria su Medjugorje e sui messaggi di Maria, Regina della pace, lanciai un appello per aiutare i poveri e i disperati causati dal conflitto. Molti volontari accolsero l’invito e si aggregarono da diverse parti d’Italia. E così continuiamo ancor oggi con tanti amici da diverse regioni italiane.
All’inizio, quando i riflettori dei media erano puntati su quella guerra, ci arrivavano molti aiuti. Ora molto meno. Tuttavia abbiamo una rete di amici, che teniamo informati con scritti e incontri, i quali ci permettono di caricare tanti furgoni e camioncini almeno una volta al mese. Andiamo soprattutto in Bosnia, dove abbiamo trovato e ancora troviamo le povertà più scottanti. Aiutiamo alcune sacche di povertà in Croazia e nel passato siamo andati più volte in Kosovo, Montenegro, Macedonia e Albania. Partiamo con tanti furgoni o piccoli camion e non con un tir per due motivi: sia per facilitare la partecipazione di tante persone che si autofinanziano e che fanno così una forte esperienza di vita e di carità, sia per evitare di dover scaricare gli aiuti in qualche magazzino. Abbiamo visto troppe brutte cose e non ci fidiamo. Con i furgoni arriviamo e distribuiamo direttamente alle famiglie nei campi profughi (sono ancora tantissimi, soprattutto di vedove e orfani), negli orfanotrofi, centri per disabili e mutilati, ospedali psichiatrici, centri sociali con distribuzione diretta dei pacchi, mense popolari, farmacie per i poveri, pensionati per anziani, ecc. Quando possiamo, collaboriamo per la realizzazione di alcuni progetti: ricostruzione e arredamento di case, fornitura di mucche, pecore, attrezzi agricoli, ecc. là dove i profughi riescono rientrare (come ad esempio a Komusina, nei villaggi a nord di Nevesinje e anche a Giakove e Mitrovica in Kosovo); realizzazione di pensionati anziani e centri per disabili (a Vitez delle Suore Ancelle di Gesù Bambino, a Sarajevo – quartiere di Stup - delle Suore di San Vincenzo, a Gracanica …); attrezzature ospedaliere, ecc.
In quei Paesi manca l’assistenza sanitaria pubblica e pertanto i poveri non possono accedere ai medici, alle medicine e vengono respinti dagli ospedali se non possono pagare. Stiamo perciò aiutando alcuni poveri malati gravi di tumore, deficienze renali, ecc. perché possano essere ricoverati, operati e curati. Purtroppo le nostre possibilità sono molto limitate e non possiamo affrontare tutti i casi che si presentano. Per alcuni casi gravi e particolari, tentiamo di portare dei bambini in Italia perché vengano curati meglio, ma siamo riusciti solo in tre casi, perché le difficoltà sono enormi. In particolare stiamo ora cercando di portare in Italia un bambino di quattro anni, ustionato grave ad un braccio, che sta soffrendo molto e ancor più avrà da soffrire crescendo, che si trova presso l’Orfanotrofio di Mostar est.
Quando troviamo situazioni familiari di estrema miseria e abbandono, adottiamo a distanza i bambini.
Non abbiamo mai fatto distinzione tra le varie etnie e religioni, ma dove troviamo un povero, tentiamo di vedere, amare e servire in lui lo stesso nostro Signore Gesù Cristo, il quale ha detto: “Quello che avete fatto ai più piccoli, lo avete fatto a me” (Mt. 25,31-40). Accettiamo offerte e aiuti di ogni tipo, purchè siano utili, e incoraggiamo altri a partecipare ai nostri convogli. Occorre trovare un furgone e il modo di riempirlo, soprattutto di viveri a media e lunga scadenza, di detersivi e pannoloni.
Partecipare a questi convogli è un’ esperienza forte e bellissima, ma bisogna essere armati di tanta pazienza, perché alle dogane, specie quelle per entrare in Bosnia, ci fanno spesso tribolare.
Recentemente ci sono stati degli incontri a Banja Luka e a Sarajevo tra agenzie internazionali umanitarie, associazioni umanitarie di Bosnia (Merhamet per i musulmani, Caritas per i croati, Dobrotvor per i serbi e Benevolencija per gli ebrei) ed i rappresentanti di alcuni ministeri di Sarajevo. Nel documento finale congiunto e in quello della Caritas Europea si sottolinea tra l’altro quanto siano ancora necessari gli aiuti, tanto più che certe povertà stanno aumentando. Nonostante ciò noi troviamo alle dogane tanti ostacoli. Ne indico alcuni:
1) siamo costretti ad entrare in Bosnia dalla dogana di Kamensko perché in tutte le altre pretendono la presentazione di una autorizzazione del Ministero dei Trasporti italiano che i nostri volontari non potranno mai avere, perché nessuno di noi è iscritto all’albo dei trasportatori. Per andare a Kamensko dobbiamo fare diversi chilometri in più e, essendo in montagna, d’inverno il valico è spesso proibitivo per neve e ghiaccio.
2) In quasi tutte le dogane ci fanno pagare la tassa di parcheggio. Un furgone con 10 quintali di aiuti umanitari paga come un camion rimorchio con 300 quintali di merce commerciale. Da qualche tempo ci mandano poi in un’altra dogana interna della Bosnia e anche là c’è da pagare il parcheggio, oltre alle ore di attesa in più. Recentemente con un convoglio di 24 furgoni abbiamo dovuto pagare Euro 590 e per di più il doganiere si prese dai furgoni tutto quello che gli piaceva per riempire la sua mercedes con le cose rubate ai poveri.
3) Ci hanno detto di non andare con più di 15 furgoni, altrimenti i doganieri si arrabbiano per il troppo lavoro e ci bloccano per giornate intere, dando la precedenza ai camion commerciali.

I Carabinieri e gli altri militari italiani presenti in Bosnia, che passano tutte le dogane senza alcun problema, sono disponibili ad aiutarci, ma dovremmo caricare la nostra merce sui loro camion. A quel punto ci hanno detto che poi portano la merce non solo dove vogliamo noi e quando a loro è possibile: non ce la possono ridare per la consegna. Così verrebbe a mancare la partecipazione dei numerosi volontari che toccano con mano le povertà, che vedono dove va a finire ogni cosa che portiamo e, tornando, fanno intorno a loro una preziosa opera di sensibilizzazione. Mancando questi requisiti, anche noi, come tante altre organizzazioni, chiuderemmo l’attività caritativa in brevissimo tempo.

Con il prossimo 1° gennaio 2006 i ministeri di Sarajevo cambieranno i regolamenti doganali e, come è già successo due anni or sono, ci bloccheranno per alcuni mesi finchè non sarà chiaro cosa vorranno.
Siamo preoccupati perché finora ogni cambiamento ha creato più problemi, più lungaggini e maggiori spese.
Se qualcuno ci può aiutare … grazie!



* Alberto Bonifacio, presidente A.R.PA. – Associazione Regina della Pace - Onlus.
Via S. Alessandro, 26 – 23855 PESCATE (LC) - Italia
Tel. 0341-368487 – Fax 0341-368587 – indirizzo mail:
b.arpa@libero.it


Eventuali aiuti e offerte inviarli a : A.R.PA. Associazione Regina della Pace – Associazione di volontariato - Onlus (stesso indirizzo)
* conto corrente postale n. 46968640
* conto corrente bancario n. 98230 Banca Popolare di Lecco-Div. Deutsche Bank – Piazza Garibaldi, 12 – 23900 LECCO – ABI 3104 – CAB 22901

Commento di Padre Ljubo

Medjugorje, venerdì 25 novembre 200524 ANNI E CINQUE MESI DALL’INIZIO DELLE APPARIZIONI227° messaggio del 25 del mese

Messaggio della Beata Vergine Maria alla veggente Marija Pavlovic Lunetti“CARI FIGLI, ANCHE OGGI VI INVITO: PREGATE, PREGATE, PREGATE FINO A CHE LA PREGHIERA NON DIVENTI VITA. FIGLIOLI, IN QUESTO TEMPO, IN MODO PARTICOLARE, PREGO DAVANTI A DIO AFFINCHE’ VI DIA IL DONO DELLA FEDE. SOLO NELLA FEDE SCOPRIRETE LA GIOIA DEL DONO DELLA VITA CHE DIO VI HA DONATO. IL VOSTRO CUORE SARA’ GIOIOSO PENSANDO ALL’ETERNITA’. IO SONO CON VOI E VI AMO CON AMORE TENERO. GRAZIE PER AVER RISPOSTO ALLA MIA CHIAMATA.”


Padre Ljubo Kurtovic a Radio MariaNel messaggio di ottobre la Vergine Maria ci invitava: “Figlioli, credete, pregate, amate e Dio vi sarà vicino e vi donerà tutte le grazie che da Lui cercate”. La Madre Maria sa bene che Dio non inganna nessuno e non lascia deluso nessuno che gli crede e si dona a Lui. In questi 24 anni e 5 mesi delle apparizioni qui a Medjugorje, la Vergine Maria, Regina della pace, è rimasta la stessa: non sono cambiati i suoi messaggi e nemmeno il suo amore e il suo cuore materno verso di noi. La Madonna non ha bisogno di cambiare, ma siamo noi che abbiamo bisogno di cambiare e di convertirci ogni giorno sempre di più. Se non ci fossimo cambiati, convertiti, anche i messaggi della Madonna di sicuro sarebbero diversi. Anche oggi la Madonna ci invita e ci ripete: “Pregate, pregate, pregate”. E’ come se ci dicesse: “Ho bisogno delle vostre preghiere, ho bisogno del vostro cuore che crede e che ama”. Sappiamo bene che per l’uomo d’oggi, l’impegno più difficile è la preghiera; perciò la Madre Maria così tanto insiste sulla preghiera, sulla preghiera che è capace di produrre in noi conversione e cambiamento. Non avere il desiderio di conversione è come non avere il desiderio per la vita, per la vita in abbondanza che Gesù ci dà nella sua pienezza d’amore (cfr. Giov. 10,10). La Regina della pace non soltanto ci invita a pregare, ma Lei stessa prega davanti a Dio perché Dio ci doni il dono della fede. Anche Lei ha pronunciato le parole del suo abbandono alla volontà di Dio perché aveva ricevuto il dono della fede, quando disse: “Eccomi, sono la serva del Signore; avvenga di me quello che hai detto” (Lc. 1,38). Con queste parole ha espresso tutto e ha consegnato tutta sé stessa a Dio. La Madonna sa e crede che anche noi possiamo pronunciare queste parole perché diventiamo felici e liberi in Dio, nonostante tutte le sofferenze che viviamo. La fede è dono di Dio, che dobbiamo chiedere nella preghiera. Uno che è cieco non riconosce la preziosità di questo dono e non prega per questo dono. I doni sono inutili se noi siamo ciechi, se noi siamo chiusi. Dio ci dà solo quello che chiediamo nella preghiera e aspetta finchè lo preghiamo di darci questo dono; questo dono che sposta le montagne delle nostre paure, ansie e inquietudini. Maria prega con tutti coloro che pregano e prega per tutti noi che siamo i suoi “cari figli”, perché Dio possa donarci questo prezioso dono della fede. La Madre Maria sa bene che senza la fede viviamo nel buio e nell’ignoranza, senza la fede la vita diventa impossibile. Quando siamo senza fede e senza fiducia, ci vince la paura e la nostra vita è minacciata. La paura uccide la vita più del lavoro, più di tutte le fatiche. Solo la fede può vincere la paura. Credere vuol dire appoggiarsi esistenzialmente su Dio che non vediamo, ma lo sentiamo, lo sperimentiamo come una roccia e una sicurezza della nostra vita e di tutta la nostra esistenza. La fede è un invisibile sostegno, è un terreno sul quale possiamo stare. La fede è luce che tu accendi nel buio della tua anima impaurita. La fede è come aprire la porta alla fiducia, è come aprire la finestra all’amore. La fede è accettazione del sorriso, della gioia, della luce e della salute. La fede è come un salto dall’aereo. Quando si fa il salto dall’aereo, si vede sotto solo la terra e abbiamo paura di andare in pezzi quando cadiamo. Questo è un salto nel vuoto e nella morte. Ma dopo questo salto segue un’altra incredibile esperienza, quando il paracadutista apre il suo paracadute e si salva. Il paracadutista ha il coraggio di buttarsi dall’aereo perché crede nel suo paracadute che lo salverà dalla morte: questa è la fede. Quando tu apri il cuore ad un’altra persona, ti sembra come di cadere nel vuoto, ti prendono le paure, non ti senti sicuro; ma è sufficiente accendere la luce della sicurezza, è sufficiente la fede, perchè tutto si trasformi in positivo e allora la paura scompare. Noi nella fede non crediamo nel paracadute, ma crediamo nella Madre viva, presente; crediamo nella Madre che è passata e vissuta su questa nostra terra e conosce tutte le nostre paure e ferite, ma conosce anche tutte le nostre capacità e sa che possiamo diventare sempre di più persone che credono, pregano e amano per diventare più santi, più sani e normali. Nella fede e nella fiducia scopriamo sempre di più la luce, la verità e il senso della vita. Nella fede scopriamo che nella vita tutto ci è donato, regalato da Dio: la vita, questa terra, gli altri e anche l’eternità. Siamo creati per l’eternità. La Madonna desidera che cominciamo a vivere l’eternità già da oggi perché il domani non sia tardi per noi.

INFORMAZIONI:
Ieri abbiamo ricordato la morte di Padre Slavko Barbaric. Sono cinque anni da quando padre Slavko ci ha lasciato, quando il Signore lo ha visitato chiamandolo a sé appena finita la Via Crucis, venerdì 24 novembre 2000. Il giorno dopo, il 25 novembre, la Madonna ci assicurava nel messaggio: “Vostro fratello Slavko è nato al Cielo ed intercede per voi”. Ieri molti parrocchiani e pellegrini alle 14 hanno pregato la Via Crucis come faceva Padre Slavko, che attingeva la forza e l’amore da Gesù e Maria per poterli donare agli altri. Si è celebrata la S. Messa ieri sera, come anche l’adorazione, ricordando Padre Slavko; però non solo come ricordo, ma come un incitamento per tutti noi che siamo ancora pellegrini sulla terra, per poter continuare sulla strada che Padre Slavko ha tracciato seguendo i messaggi materni della Regina della pace. Il numero dei fedeli che c’erano ieri ci conferma come Padre Slavko è vivo nei cuori e come è forte la sua intercessione per tutti noi. Questa sera nella chiesa di Medjugorje ci sarà l’adorazione eucaristica per tutta la notte, dalle 22 fino alle 7 di domattina, come ogni sera del 25 del mese.Il 13° Incontro internazionale delle guide dei centri della pace, dei gruppi di preghiera, dei pellegrinaggi e dei gruppi di carità legati a Medjugorje, si svolgerà a Medjugorje dal 5 al 9 marzo 2006. Il tema dell’incontro è: “Mi sarete testimoni fino agli estremi confini della terra”. Le richieste di adesione a questo incontro possono essere inoltrate al numero di telefono e fax 00387-36-651999 per Marija Dugandzic oppure tramite e-mail:
seminar.marija@medjugorje.hr .La veggente Mirjana che ha le apparizioni della Madonna una volta all’anno ogni 18 marzo e anche ogni 2 del mese cominciando dal 2 agosto 1987, ci ha detto che la Madonna, apparendo a lei il 2 novembre, non ha dato nessun messaggio. Mirjana ci ha detto soltanto che la Madonna ci ha benedetto tutti e che era triste.

PREGHIERA E BENEDIZIONE:
O Beata Vergine Maria, ti preghiamo: prega con noi e per noi perché in noi possa sempre di più aumentare il dono della fede che Dio dà. Prega per noi,o Maria, perché Gesù possa trovare in noi la fede quando ritornerà nella sua gloria. O Maria, in modo particolare ti presentiamo le nostre famiglie, perché possano diventare il posto dove nasce la santità, la pace e la salute spirituale. Ti presentiamo, o Maria, tutti coloro che soffrono nel corpo e nell’anima, perché la loro sofferenza possa in loro aumentare l’amore di Dio. Grazie, o Madre, perché non ci lasci da soli, perché nell’amore ci inviti e intercedi tanto per noi presso Dio nostro Padre. Per intercessione della Beata Vergine Maria, Regina della pace, benedica e protegga da ogni male tutti voi, le vostre famiglie, tutti i gruppi di preghiera Dio onnipotente: il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo. Amen. Pace e bene.
http://www.radiomaria.it/

26.11.05

Vostro fratello Slavko è nato in cielo e intercede per voi

Messaggio del 25 novembre 2000

Cari figli,
oggi quando il Cielo vi è vicino in modo speciale
vi invito alla preghiera,
così che attraverso la preghiera
mettiate Dio al primo posto.
Figlioli, oggi vi sono vicino
e benedico ognuno di voi
con la mia benedizione materna
perché abbiate forza e amore
per tutte le persone che incontrerete
nella vostra vita terrena
e perché possiate dare l'amore di Dio.
Gioisco con voi e desidero dirvi
che vostro fratello Slavko
è nato al Cielo e che intercede per voi.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata.



Preghiera al Re e alla Regina della Pace

O Signore, Ti ringraziamo di averci mandato Maria, la Regina della Pace e di continuare a mandarcela ogni giorno a portarci la Tua pace. Ti ringraziamo perché prega per noi. Ti ringraziamo, o Re della pace, per la Sua intercessione e perché Tu attraverso di Lei, doni la pace al mondo. Per la Sua intercessione e con il trionfo del Suo cuore, o Dio, fai che la vera Pace abiti in ogni cuore che si sia arreso al peccato. Fà che la pace abiti nelle famiglie che l’hanno perduta e in cui le persone non si accettano. Fà che la pace abiti la Chiesa e tutto il mondo! Fà che tutto il mondo desideri la pace di Gesù! Benedici, o Signore, tutti i pellegrini e tutti gli uomini, perché diventino uomini di buona volontà! Signore nostro Dio e Maria nostra Madre e Regina della pace, benediteci tutti! Fà che venga il Tuo Regno e che il Tuo Spirito Santo regni su tutto l’Universo! Amen

di Fra Slavko Barbaric ofm

Messaggio del 25 novembre 2005

"Cari figli,
anche oggi vi invito pregate, pregate, pregate
fino a che la preghiera non diventi vita.Figlioli, in questo tempo in modo particolareprego davanti a Dio affinché vi doni il dono della fede.Solo nella fede scoprirete la gioia del dono della vita che Dio vi ha donato.Il vostro cuore sarà gioioso pensando all’eternità.Io sono con voi e vi amo con amore tenero.
Grazie per aver risposto alla mia chiamata."